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Pubblicazione libro
Pubblicato da Rosine Nobin in Poesie • 25/12/2011 11:06:37
Oggi ho pubblicato il libro di poesie in tre lingue: italiano, francese e creolo: "PAROLE DALL'ALTRO ORIZZONTE".
Le poesie le ho composte in italiano, poi sono tornata a ritroso nelle lingue che ho vissuto e ho ricercato i suoni e le corrispondenze nuove, nelle sfumature dei significati delle traduzioni con una semantica ritrovata e rinnovata. Perciò direi che il testo possa appartenere in parte alla letteratura francofona e in parte a quella interetnica, sia poiché tra i linguisti contemporanei oramai sono diversi coloro che sostengono che le lingue creole non siano affatto inferiori alle altre, sia per le contaminazioni e le influenze linguistiche assimilate nei soggiorni in contesti e Nazioni differenti. Infine, ho scelto la mia lingua di origine giacché il fenomeno della creolizzazione, costituisce un fecondo ed interessantissimo materiale di studio per la linguistica.




La codificazione in lingua creola, per ritrovare la freschezza della lingua viva e stata realizzata con la collaborazione Hector Poullet, autore del dizionario dizionario creolo francese.

Il creolo fu dall’inizio la lingua dei Neri e dei Bianchi nati alle Antille, la lingua delle piantagioni di canna da zucchero. Fu il crogiolo, la matrice stessa della trascultura creola, infatti nello stesso tempo apparvero una cucina creola, una musica creola, una farmacopea creola, una moda creola, un’architettura creola.
Poi successe che i Békés (I bianchi creoli proprietari delle piantagioni, discendenti dei primi coloni francesi.), una volta divenuti ricchi latifondisti, rinnegarono questa lingua e la cultura che contribuirono a creare, rigettandola come una cosa da negri.
La lingua e la cultura creola si sono dunque costruite nella violenza, nel dolore e nella negazione dell’umanità, ma di esse ne sono testimonianza. In altre parole il creolo, che lo si voglia o no, è la compenetrazione tra Neri, Bianchi, Mulatti e Hindu. Ma non si deve dimenticare che per tre secoli, il razzismo e il rigetto di tutto ciò che era nero o africano furono istituzionalizzati. A loro volta i Mulatti si esercitarono al razzismo anti-negro, dimenticando che così essi rigettavano la metà di loro stessi. In seguito, quando all’inizio del XX secolo si vide apparire una piccola borghesia nera, questa rigetterà a sua volta il creolo e la cultura creola. Infine gli Hindu, arrivati dopo l’abolizione della schiavitù per rimpiazzare i neri nelle piantagioni da zucchero, fecero lo stesso verso la metà del XX secolo. Perciò in tre secoli e mezzo di esistenza, il creolo, fu una lingua più volte rinnegata dai suoi propri genitori e una lingua più volte orfana. Tuttavia usciva dalla porta e rientrava dalla finestra e rimaneva la lingua più utilizzata oltre quella coloniale francese e ora ha imboccato la strada dell’identità creola.
Allora il creolo è un vernacolo, un gergo, un dialetto o una vera lingua? Può definirsi lingua a giusto titolo? Se ammettiamo che una lingua possa definirsi politicamente sì, il creolo è una lingua.


Le poesie prima della pubblicazione hanno guadagnato il Primo Premio Internazionale 2007 a Pesaro, nella XV edizione di La donna si racconta. e si sono classificate tra i finalisti del Premio letterario “Città di Forlì” 7ª Edizione - 2009 nel Premio Jacopo Allegretti per la traduzione dal francese delle poesie a cura di Mario De Fanis di Falconara (AN).



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